Titolo
Volevo essere un uomo
Autore
Lidia Ravera
Editore
Einaudi
Sinossi
Appena nata aveva già deluso sua madre: non era un bel maschietto. A cinque anni avrebbe voluto salire sugli alberi e sporcarsi i vestiti. A quindici non essere molestata. A sedici prendere il megafono in mano e arringare i compagni di scuola. A venti non dover aspettare di essere scelta. A cinquanta non preoccuparsi della menopausa. A sessanta delle rughe. A settanta dello stigma sociale che colpisce le vecchie. Ripercorrendo la sua vita di lotta e di scrittura, Lidia Ravera oggi fa i conti con una fantasia sempre taciuta: avrebbe voluto essere un uomo, anche se le donne le ama di più. Avrebbe voluto essere un uomo perché la società in cui ha mosso i primi passi era a misura d’uomo. E quella in cui muoverà gli ultimi, molto probabilmente, lo sarà ancora. Avrebbe voluto essere un uomo perché non aveva alcuna vocazione al martirio. Perché non voleva dover scegliere fra gli affetti e la carriera, non voleva reprimere parti di sé per adeguarsi al ruolo di femmina, non voleva educarsi ad aspirazioni modeste, non voleva e non vuole sentirsi sempre sotto osservazione o sotto scacco.
Biografia
Lidia Ravera è nata a Torino. Giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali, manifesto di una generazione e longseller con tre milioni di copie vendute in quarant’anni (oggi nei Tascabili Bompiani, anche in versione graphic novel). Ha scritto trenta opere di narrativa. Gli ultimi romanzi, Piangi pure (da cui è stato tratto lo spettacolo Nuda proprietà, diretto da Emanuela Giordano, con Paolo Calabresi e Lella Costa), Gli scaduti, Il terzo tempo, Avanti, parla, sono pubblicati da Bompiani, come la novella autobiografica Tempo con bambina e il racconto La somma di due (da cui è tratto lo spettacolo Sorelline di e con Marina Massironi e Nicoletta Fabbri, diretto da Elisabetta Ratti). Per Einaudi ha pubblicato Age Pride. Per liberarci dai pregiudizi sull’età (2023, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo diretto da Emanuela Giordano, con Alessandra Faiella) e Volevo essere un uomo (2025). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.