Premio letterario Giovanni Comisso
Viaggio nelle Fabbriche della Bellezza: SolidWorld Group

Viaggio nelle Fabbriche della Bellezza: SolidWorld Group

«Lei di dov’è?», mi chiede Roberto Rizzo, il presidente di SolidWorld Group, l’azienda che ha fondato nel 2003. «Di Roma», gli rispondo. Lui insiste, vuol sapere il quartiere, la zona. «San Giovanni». «Non siamo lontani. Io son nato da quelle parti». Mi dice la via, la scuola che ha frequentato. Incredibile: siamo quasi vicini di casa, abbiamo strade e luoghi in comune. Persino l’università è la stessa, ci separa solo qualche anno e la scelta della facoltà: lui Ingegneria Aeronautica, io Lettere Moderne.

Ci incontriamo nella sede di SolidWorld a Treviso ed è strano parlare di un’altra città, della scelta di andarsene e tornare, o di partire e non farvi più ritorno. Anche in questo io e Rizzo abbiamo qualcosa in comune: lui ha lasciato Roma per il Veneto, io ho fatto il percorso opposto. Finiamo per parlare di opportunità, di ispirazione, di visione. Ed è innegabile che, ieri come oggi, quello trevigiano sia il territorio più idoneo a far germogliare idee, a dar vita a un progetto di impresa che sappia unire creatività e concretezza.

Oggi la “creatura” di Rizzo conta 14 sedi, 4 poli tecnologici e oltre 200 dipendenti. Una fitta rete di aziende attive nell’ambito dei servizi software per il mondo industriale, nelle tecnologie biomedicali e nel fotovoltaico ad alta efficienza. L’imperativo è fornire risposte concrete alle necessità di progettazione e produzione dei clienti (ad oggi più di 10.000) in un percorso votato al cambiamento e all’innovazione. «La tecnologia è sempre stata al centro del mio interesse» dichiara Rizzo. «Il suo potenziale di sviluppo, le strade che può imboccare costituiscono terreni affascinanti, e tutti da indagare».

Non è un caso che egli sia tra i primi a laurearsi in Ingegneria Aeronautica all’Università La Sapienza, nel 1983. Una facoltà appena nata, che conta tra i docenti il celebre Luigi Broglio, padre dell’astronautica italiana, artefice del terzo posto del nostro paese nello spazio, dietro Usa e Urss. È lui a seguire Rizzo nel percorso accademico. Lo manda in stage alla Boeing di Seattle, una specie di Eldorado per il futuro fondatore di SolidWorld che qui entra in contatto con il CAD 3D, un software di progettazione con cui all’epoca si realizzava il 747. Folgorato, Rizzo ne fa l’oggetto della sua tesi di laurea e oggi quella tecnologia è uno dei pilastri di SolidWorld Group.

Roma intanto offre poco. Siamo negli anni Ottanta, è il momento di guardare “in alto” se si vuole fare impresa. Il Nordest risulta perfetto, ed è un po’ un ritorno alle origini, quando da bambino Rizzo abitava otto mesi nella Capitale e quattro a Sarmeade, nove chilometri da Vittorio Veneto. «Ho iniziato il mio percorso imprenditoriale in una piccola azienda che applicava la modellazione 3D a scarponi da sci, caschi, occhiali. Poi sono passato allo Sport System e al settore automobilistico. A quel tempo il Veneto era una regione in piena crescita, nonché il maggior fornitore di componenti in plastica per le macchine tedesche e italiane».

In pochi anni Rizzo ha già più di venti dipendenti. Riceve un’offerta allettante, accetta e nel 2003 fonda SolidWorld. È una storia di “algebra” e “passione” la sua, di calcolo e coraggio. Investe, e apre la sua azienda con l’idea di applicare la tecnologia 3D a tutti i settori: automobilistico, navale, home design, difesa. La sfida è vinta. SolidWorld è oggi una realtà leader nella tecnologia CAD, nella progettazione e stampa in 3D a ciclo completo.

Un universo alla Isaac Asimov, se non fosse per i piedi ben piantati nella Storia. Lo dimostra l’ingresso nel settore biomedicale dove, grazie a Bio3DPrinting e Bio3DModel, il gruppo si è aggiudicato nel 2023 una commessa in Svizzera per Electrospider, la piattaforma capace di stampare in 3D tessuti e organi del corpo umano ricavati da cellule del paziente a cui sono state prelevate.

Roberto Rizzo

«È stata un’idea ambiziosa, fondata sull’assimilazione del corpo umano alla macchina» afferma Rizzo. «Al di là del pensiero, della coscienza, dei sentimenti, il nostro corpo è un sistema complesso. Gli organi hanno funzioni specifiche eppure sono compattati in uno spazio limitato, vicini e interconnessi. Così abbiamo dato vita a un software di scansione tridimensionale in grado di trasformare le risonanze magnetiche e le tomografie in modelli digitali di organi. È un aiuto fondamentale per la chirurgia di precisione. Difatti la tecnologia è stata già utilizzata in interventi cardiaci e reali, di separazione di gemelli siamesi, nel trattamento della spina bifida. Si pensi inoltre a casi di tumore metastatico: il chirurgo, con a disposizione un modello, sa dove andare a operare».

Il progetto, esito della collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università di Pisa, ha dunque un valore immenso in ambito oncologico. Ma trattare le cellule in 3D è difficile; bisogna controllarne lo sviluppo, affinché non diventino tumorali. I reperti vengono così conservati accuratamente, immersi in un liquido denso di zuccheri atti a nutrirli, un po’ come avviene per le cellule sviluppate in vitro. È un mondo affascinante, sorprendente, dalle prospettive infinite persino sul piano etico-sostenibile ponendo infatti le basi per la fine della sperimentazione sugli animali.

Sostenibilità, del resto, è un termine-chiave nella visione di SolidWorld, laddove i progettisti vengono spinti a creare prodotti ottimizzati per l’efficienza energetica e l’uso responsabile delle risorse. Le soluzioni offerte dall’azienda guardano a una progettazione capace di tenere conto dell’intero ciclo di vita di un prodotto, riducendo al massimo l’impatto ambientale.

E poi c’è il piano della formazione, vero “pallino” di Rizzo: «Per continuare a crescere abbiamo bisogno di ottime risorse umane. Per tale ragione abbiamo realizzato insieme all’Agenzia per il Lavoro Umana un’Academy denominata Insight4Works e dedicata allo sviluppo di competenze digitali necessarie per l’inserimento di diplomati e laureati nel mondo del lavoro, in particolare in “fabbriche digitali” come la nostra. Collaboriamo inoltre con università ed enti di ricerca, nella convinzione che non esista un sapere specialistico, ma che tutto sia interconnesso, come nel Rinascimento».

L’analogia è interessante. Brunelleschi, Leonardo erano intellettuali “totali”; scienziati, letterati e artisti in grado di reinventare il mondo attraverso lo studio e il controllo degli elementi a propria disposizione. Quello di cui parla Rizzo, allora, è forse un Rinascimento tecnologico. L’alba di una nuova era in cui la bellezza è ancora armonia, misura, qualcosa di utile e sorprendente perché capace di guardare in modo nuovo alla realtà, senza fermarsi mai.
Ginevra Amadio

Riferimenti
SolidWorld Group official web site
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